Azienda Sanitaria Locale 2 - Lanciano Vasto Chieti

 

 

 

StruttureOspedalierePubbliche
Ospedale CLINICIZZATO - SS. ANNUNZIATA
VIA DEI VESTINI - CHIETI

Tel. 0871/3571-3581
email: c.savino@aslchieti.it

   

DIPARTIMENTO DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI E RADIOLOGIA INTERVENTISTICA
SERVIZIO DI MEDICINA NUCLEARE

 
Dir./Resp. Prof. Giampiero Ausili Cefaro
Telefono 0871 357474
Fax 0871 358402
 
 
EQUIPE

RESPONSABILE:
Dr.ssa Laura Cennamo

MEDICI DI REPARTO:
L. CENNAMO
G. MARTINO

BIOLOGO:
R. BONI

SITO INTERNET: www.radioterapia.unich.it
 
 
ATTIVITA'

ATTIVITA’ DEL SERVIZIO
Il Servizio di Medicina nucleare esegue esami scintigrafici e tomoscintigrafici (Spct).
Le indagini scintigrafiche e tomoscintigrafiche costituiscono l’attività principale del servizio e forniscono informazioni prevalentemente di tipo funzionale a livello dei diversi organi e apparati.
Per l’esecuzione di questi esami è necessario somministrare piccole dosi di radiofarmaci, generalmente per via endovenosa, che non hanno alcun effetto secondario e che comportano un trascurabile assorbimento di dose radiante.
Gli esami scintigrafici sono pertanto indagini incruente, innocue e quindi, se necessario, ripetibili anche a breve scadenza di tempo.
La strumentazione impiegata è costituita da gammacamere collegate con elaboratori di dati. Le gammacamere, tutte a doppia testata di rilevazione, sono in grado di acquisire immagini planari, statiche o dinamiche in rapida sequenza, e indagini Spect.
La strumentazione per l’attività diagnostica “in vivo” (esami scintigrafici e tomoscintigrafici) è rappresentato da gammacamere a due testate in grado di eseguire scansioni total-body e anche esami Spect.


Spect miocardica da sforzo o con test farmacologico
Lo studio di perfusione miocardica viene effettuato utilizzando radiofarmaci delle classi degli isonitrili, che, iniettati per via endovenosa, si distribuiscono a livello del tessuto miocardico in modo proporzionale al flusso regionale.
L’iniezione viene effettuata al culmine di uno sforzo al cicloergometro o a breve distanza di uno stimolo farmacologico con un vasodilatatore (dipiridamolo).
Sia la prova da sforzo sia lo stimolo farmacologico vengono effettuati da un medico cardiologo con monitoraggio elettrocardiografico su 12 derivazioni.

Spect miocardica di perfusione a riposo
Lo studio di perfusione miocardica viene effettuato utilizzando radiofarmaci della classe degli isonitrili che, iniettati per via endovenosa, si distribuiscono a livello del tessuto miocardico in modo proporzionale al flusso regionale.



APPARATO OSTEO-ARTICOLARE
1) Scintigrafia ossea totale corporea
La scintigrafia ossea totale corporea è un esame che si basa sulla iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco, difosfonati marcati con Tc-99m (MDP Tc – 99m)
I difosfonati si fissano in corrispondenza di alterazioni ossee recanti, ove è in atto un’intensa attività osteoblastica reattiva.
Si tratta di un’indagine molto sensibile nel dimostrare l’esistenza di lesioni ossee.

2) Scintigrafia ossea segmentaria polifasica
La scintigrafia ossea segmentaria polifasica è un esame che si basa sulla iniezione per via endovenosa a bolo di un radiofarmaco, difosfonati marcati con Tc-99m (MDT Tc-99m) e nell’esecuzione a livello del segmento corporeo sede del dolore osteoarticolare di uno studio dinamico con inizio dell’acquisizione subito dopo la somministrazione del tracciante radioattivo e di uno studio statico per la valutazione dei blood-pool a distanza di circa 5-10 minuti.
L’esame viene completato da un’acquisizione tardiva a distanza di 150-180 minuti dalla somministrazione del radiocomposto con uno studio segmentazio ed uno studio total body.
Scopo di questa indagine è quello di raccogliere informazioni sia sull’eventuale esistenza di alterazioni vascolari (aumento della perfusione) sia sulla presenza di alterazioni che determinino una reazione osteoblastica.


APPARATO GASTRO-ENTERICO
1) Scintigrafia epatica
La scintigrafia epatica si effettua somministrando per via endovenosa un radiocolloide che si va a fissare in corrispondenza delle cellule reticolo-endoteliali, molto numerose a livello del fegato e della milza.
L’indagine consente pertanto una buona visualizzazione del fegato e della milza ed è in grado di evidenziare eventuali alterazioni della fissazione e distribuzione del radiofarmaco.

2) Spect epatica
La tomoscintigrafia o Spect epatica completa lo studio planare con radiocolloide ed è indispensabile quando si debbano studiare lesioni intra-epatiche.
Va tenuto presente che la Spect epatica ha limiti di risoluzione spaziale e che pertanto è opportuno richiederla quando si tratti di lesioni che alla ecotomografia o alla TC presentano un diametro > 2 cm.

3) Scintigrafia epato-biliare sequenziale
La scintigrafia epato-biliare si basa sulla somministrazione per via endovenosa a eliminazione prevalentemente per via epato-biliare (HIDA Tc-99m).
Si tratta di una scintigrafia dinamica con acquisizioni di immagini ogni 8 minuti per un tempo totale di 45-60 minuti.
E’ possibile documentare una fase parenchimoscintigrafica, una fase con visualizzazione dei dotti biliari intra ed extra-epatici e della colecisti a una fase di transito della bile radiottiva nelle anse duodeno-digiunali.

4) Scintigrafia delle ghiandole salivari
L’indagine si basa sulla somministrazione per via endovenosa di Tc-99m pertecnetato, che si fissa a livello delle ghiandole salivari parotidee e sottomandibolari e quindi viene secreto con la saliva e transita nel cavo orale.
Vengono acquisite immagini seriate nel tempo (un’immagine ogni 10 minuti per un tempo tale di 40-50 minuti).
Si tratta di un esame che fornisce informazioni sulla funzionalità delle ghiandole salivari.
E’ possibile utilizzare uno stimolo della secrezione salivare (somministrazione di succo di limone).


APPARATO RESPIRATORIO
1) Scintigrafia polmonare perfusionale
La scintigrafia polmonare perfusionale è un esame basato sull’iniezione per via endovenosa di macroaggregati di albumina marcati con Tc-99m (MAA Tc-99m).
I macroaggregati rimangono intrappolati a livello del microcircolo polmonare, consentendo una valutazione della perfusione polmonare.
Vengono eseguite numerose proiezioni per una precisa analisi dei diversi segmenti polmonari.


APPARATO URINARIO
1) Scintigrafia renale
La scintigrafia renale è un’indagine che prevede l’impiego di un radiofarmaco, il DMSA Tc-99m., che si fissa elettivamente e per lungo tempo a livello di parenchima renale.
Questo esame permette di valutare il parenchima renale funzionante per ciascun rene e di evidenziare eventuali alterazioni e la loro estensione.

2) Scintigrafia renale sequenziale
La scintigrafia renale sequenziale è uno studio dinamico che si effettua con un radiofarmaco a rapida escrezione renale (MAG Tc-99m).
Può essere effettuato in condizioni basali o dopo somministrazione di un ace-inibitore (captopril).
La scintigrafia renale sequenziale con captopril ha come indicazione lo studio dell’ipertensione reno-vascolare. Se questo è il quesito, è opportuno richiedere in prima istanza uno studio con preliminare somministrazione di captopril.
L’indagine può essere effettuata ccon somministrazione dopo 15-20 minuti di un diuretico per valutare l’eventuale componente funzionale nelle nefropatie ostruttive.
L’indagine fornisce dati visivi relativi alla fase vascolare, di estrazione parenchimale e di escrezione pielo-ureterale, nonché parametri funzionali, che consentono una valutazione di funzionalità renale separata.


SISTEMA NERVOSO CENTRALE
1) SPECT cerebrale di perfusione
La SPECT cerebrale di perfusione si basa sull’impiego di radiocomposti lipofili che, iniettati per via endovenosa, sono in grado di superare la barriera emato-encefalica integra e di distribuirsi a livello della corteccia cerebrale in modo proporzionale al flusso cerebrale regionale.

2) SPECT cerebrale con 123 I-IBZM
La iodobenzamide (IBZM), marcata con I-123, iniettata per via endovenosa si fissa in corrispondenza dei recettori D2-dopaminergici.
Il rapporto di radioattività fra gangli basali e corteccia cerebrale parieto-occipitale è marcatamente ridotto nelle sindromi parkinsoniane (< 0,45 ), mentre rientra nei limiti della della norma (> 0,60) nel Parkinson idiopatico.


SISTEMA ENDOCRINO
1) Scintigrafia tiroidea

La scintigrafia tiroidea è un esame semplice che si basa sulla iniezione per via endovenosa di Tc-99m pertecnetato (Tc-99m 04 -), radiofarmaco che viene elettivamente captato dalle cellule tiroidee, perché si comporta in maniera analoga allo iodio.
Si tratta di una indagine che fornisce importanti informazioni sull’atteggiamento funzionale della tiroide, nonché sul comportamento funzionale dei noduli tiroidei.

2) Scintigrafia Total-Body con 131 I-Na
La scintigrafia total body con 131-iodio è un esame che si basa sulla somministrazione per via orale di radioiodio.
Si tratta di una indagine molto sensibile per dimostrare l’esistenza di tessuto tiroideo residuo ad interventi dii tiroidectomia totale e metastasi iodocaptanti di carcinoma differenziato della tiroide.

3) Scintigrafia cervico-toracica con 131 I-Na
La scintigrafia cervico-toracica con 131-Iodio è un esame che si basa sulla somministrazione per via orale di radioiodio.
Si tratta di una indagine molto sensibile per dimostrare l’esistenza e l’entità di tessuto tiroideo residuo all’intervento di tireidectomia totale per carcinoma differenziato tiroideo.
Raramente, in presenza di residui di tessuto tiroideo intensamente captanti in radioiodio, è in grado di evidenziare eventuali metastasi infonodali o polmonari.

4) Terapia radiometabolica degli ipertiroidismi con 131 I-Na
La terapia radiometabolica trova indicazione nei casi di ipertiroidismo che non sono controllabili con terapia farmacologica (antitiroidei) o nei casi nei quali non si pone indicazione alla terapia chirurgica.


ONCOLOGIA
1) Scintigrafia globale corporea con traccianti recettoriali (Octreoscan)

La scintigrafia globale corporea con traccianti recettoriali è un esame basato sulla iniezione per via endovenosa di un analogo della somatostatina (pentatreotide) marcato con indio-111.
Tale indagine consente la visualizzazione dei tessuti ad elevata densità dei recettori per la somatostatina, risultando pertanto utile nello studio delle forme neoplastiche che esprimono tali recettori.
E’ quasi sempre completata da uno studio tomoscintigrafico (SPECT) a livello toracico e/o addominale.

2) Mammoscintigrafia
Si basa sulla somministrazione per via endovenosa di un tracciante cellulare (sestamibi Tc-99m) e sull’acquisizione di immagini delle mammelle e delle regioni ascellari.
Si valuta la presenza o l’assenza di una fissazione del radiocomposto in corrispondenza di lesioni nodulari mammarie.
L’indagine in caso di formazioni nodulari di dimensioni superiori ad 1 cm., ha un elevato valore predittivo negativo.

3) Scintigrafia per la ricerca del linfonodo sentinella nei melanomi
L’indagine viene effettuata generalmente dopo l’asportazione chirurgica del melanoma.
Si inietta un radiocomposto (Nanocoll) in regione peri-cicatriziale e si segue con gammacamera la progressione del tracciante radioattivo attraverso le vie linfatiche sino all’individuazione del primo linfonodo, definito nodulo sentinella.
Il chirurgo , a distanza di 6 – 12 ore procederà all’individuazione con sonda per chirurgia radioguidata ed all’asportazione del nodulo sentinella e quindi ad un esame istologico su sezioni molto sottili per accertare l’eventuale presenza di cellule tumorali.

4) Scintigrafia per la ricerca del linfonodo sentinella nel tumore della mammella
L’indagine viene effettuata generalmente nei tumori di piccola dimensione (T1 o T2) con esclusione dei tumori multifocali.
Si inietta un piccolo volume (0,2 ml) di un radiocomposto (Nanocol o Albures) in sede sub-dermica nella proiezione della lesione nodulare o in regione peri-tumorale.
Si segue, quindi, con gammacamera la progressione del tracciante radioattivo attraverso le vie linfatiche sino all’individuazione del primo linfonodo, definito nodulo sentinella.
Il chirurgo, a distanza di 12 – 18 ore, procederà all’individuazione con sonda per chirurgia radioguidata ed all’asportazione del nodulo sentinella e quindi ad un esame istologico su sezioni molto sottili per accertare l’eventuale presenza di cellule tumorali.


LABORATORIO MEDICINA NUCLEARE IN VITRO
Il metodo radio immunologico (radio immuno assay, RIA) può essere definito come una tecnica in cui un anticorpo specifico agisce da reagente ed un tracciante radioattivo (antigene marcato) come indicatore.
Il metodo analitico si basa sulla reazione competitiva tra l’antigene nativo con il reattivo comune, cioè l’anticorpo. Il valore di radioattività, che deriva da tale competizione, è direttamente legato alla concentrazione dell’antigene.
La specificità dei dosaggi è strettamente collegata alla capacità dell’anticorpo di riconoscere e distinguere strutture molecolari ben precise e molto simili tra loro.
Attualmente l’attività prevalente del laboratorio è rivolta ai Markers Oncologici.

Prestazioni:
• CEA
• AlfaFETOPROTEINA
• TPA
• Ca 15-3
• Ca 19-9
• Ca 125
• PSA libero °
• PSA °
• NSE
• CYFRA21
• C- peptide *
• ANTICORPI AntiGAD*
• IGFBP3*
• IGF*

°* il prelievo richiede il digiuno dalla mezzanotte precedente

°* onde evitare prelievi falsamente positivi il prelievo va effettuato sempre prima di manovre prostatiche e soprattutto non va effettuato prima dei 20 giorni successivi ad una ecografia transrettale e/o biopsia prostatica, lo stesso dicasi per esercizi di cyclette (astenersi per una settimana).
 
 
 
 

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